domenica 29 novembre 2009

Il TG5 e la fabbrica di cioccolato

Il tormentato passaggio al digitale terrestre (descritto da Luciana Littizzetto come “qualcosa per cui vediamo male, a pagamento, quello che prima vedevamo bene, gratis”) ha misteriosamente offuscato le frequenze della Rai dal televisore della mia cucina. Così l’altra sera a ora di cena, dopo anni di colpevole distrazione, ho visto l’edizione delle 20 del TG5.

Si tratta dell’edizione principale, quella nella quale si dovrebbero riassumere in mezz’ora i fatti salienti, italiani e internazionali. Gli ultimi dieci minuti del sedicente telegiornale mi lasciano senza fiato. Dopo un fondamentale servizio (di Veronica Gervaso, figlia di cotanto padre) sul maltrattamento di astici e aragoste nei ristoranti, la scaletta è fatta di zucchero filato.

Cristina Parodi, fatina dolcemente affabulatrice, parte con i vetrinisti di Natale, impegnati nell’addobbare i negozi di via Montenapoleone: per gli appassionati del genere, sappiate che quest’anno vanno molto il bianco, il nero, l’oro e l’argento. E per chi non ha tempo di dedicarsi agli acquisti? C’è sempre lo shopping on line, che naturalmente “impazza” per la moda. L’eventualità che qualcuno difetti non del tempo ma dei soldi non li sfiora neppure. A proposito di Natale, come non dedicare un servizio ai videogiochi, “protagonisti” dei regali di quest’anno? C’è anche il tempo per elogiare il governo italiano, che ha incoraggiato la normativa europea sui bollini con le età minime consentite per ogni videogame. Urka! Nel finale, passare dai videogiochi ai bambini è una passeggiata: la chiusura è per il lancio del programma di Bonolis con quei simpatici “peperini”.

L’impaginazione del caramelloso bollettino è perfetta, trasuda ottimismo e felicità: oltre all’indice di ascolto, nelle trasmissioni Mediaset dovrebbero misurare il tasso di glicemia. Al confronto di quello che ho visto, Mentana era un pericoloso bolscevico: Mimun si accontenta del suo ruolo di Willy Wonka che presenta un mondo magico, dove tutto è commestibile e sfacciatamente attraente. Alla fine del Tg, Bonolis si chiede “Chi ha incastrato Peter Pan?”. Domanda peregrina, caro Bonolis: Peter Pan è vivo, in salute e tutte le sere ci trasporta magicamente sulla (pen)isola che non c’è.

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