
Era tenuto lì parcheggiato, condannato a condurre televendite su Rete 4 a vita, fra l'altro, da oramai un anno, come da egli stesso dichiarato, senza un contratto, visto che a
Mediaset, meno di 365 giorni addietro, si è, a
sorpresa deciso di non
rinnovarlo. Un contratto che, per giunta, lo legava alle proprie reti sin dal suo passaggio alla
tv commerciale. Questo è il trattamento riservato dai piani alti di Viale Europa ad un uomo che del piccolo schermo ha fatto la storia, contribuendo in larga parte alla sua riuscita, non tirandosi indietro, a suo tempo, a partire per la nuova ignota avventura (quella della
tv privata), abbandonando una
Rai che lo aveva lanciato, e che, in un certo senso, ha, allo stesso tempo, a sua volta lanciato lui.
Soggetto di tutto ciò non può che essere
Mike Bongiorno, protagonista, negli ultimi giorni, del secondo, e a questo punto ultimo, divorzio della sua lunga e brillante carriera, ovvero quello dalle reti di Cologno Monzese, che, dopo l'era
Rai (1954-1979), lo hanno ospitato sin dalla loro fondazione nei compianti anni Ottanta. Dimostrandosi sempre al passo coi tempi, l'indiscusso re dei quiz si appresta infatti a compiere il passo decisivo della sua vita lavorativa, balzando dalle emittenti del Biscione a quelle, o meglio a quella, a pagamento targata
Sky, ovvero
Sky Uno, in arrivo il mese prossimo in sostituzione dell'attuale
Sky Vivo al canale 109.
Sky Uno che, fra l'altro, non sta tardando ad appropriarsi di una serie di volti che la
tv generalista ha un po' messo da parte, un po' come nel caso di
Mike, come ringraziamento dell'operato: si va dal tanto annunciato
Fiorello alla bella
Lorella Cuccarini, all'irriverente
Panariello.
«Ora non avendo legami sono libero di svolgere il mio lavoro con chiunque», commenta lui, dopo aver reso noto, ad un anno dall'accaduto, dell'ignobile gesto adottato a Cologno Monzese. Se non fosse stato per lo show di
Fiorello su
Sky molto probabilmente la bomba non sarebbe neppure scoppiata: difatti, egli era stato accusato di tradimento nei confronti di
Mediaset a causa della promozione della trasmissione sul satellite che lo avrebbe dovuto vedere protagonista.
Ed ora, non solo lo spot per l'amico Rosario, ma per il signor
Bongiorno è previsto un periodo di intenso lavoro e presenza sul piccolo schermo, dal momento che, dopo aver fatto visita presso le reti di Viale Mazzini, che lo ospiteranno la prossima settimana ad X
Factor (martedì), I raccomandati (venerdì) e Domenica In (domenica), dovrebbe avere un programma tutto suo sulla nuova rete, per così dire generalista, della
pay tv di
Murdoch.
Mediaset, dal canto suo,
controbbatte: «
Mike Bongiorno è una parte importante della storia della
tv italiana. Vincolare un simile personaggio ad un contratto di esclusiva con una sola azienda senza un progetto di produzione concretamente avviato sarebbe stato controproducente per lo stesso
Mike Bongiorno». Sorge spontaneo dire che trattasi di questione economica, visto che uno spazio per il caro
Mike si sarebbe pur in qualche modo ricavare, se proprio ci si tenesse a lui. Ma
Mediaset, non escludendo nuovi progetti adeguati alla personalità di
Bongiorno, risponde: «
Mike è fuori target per Canale 5 e Italia 1, mentre
Retequattro non può permettersi un quiz tradizionale fuori budget per le sue tasche». Fortuna che, nonostante l'età, il nostro interessato li abbia abilmente preceduti.
Il suo vuoto di sentirà solo come persona fisica, dunque, visto che le reti del Biscione un nuovo re del quiz, designato dallo stesso
Bongiorno, ce l'ha già da tempo (è
Gerry Scotti), e, come accennato ad
inzio articolo, la sua mancanza,
televisivamente parlando non si sarebbe avvertita proprio, visto le collocazioni di nicchia alle quali era adibito. Ed il pubblico non sembra aver badato al progressivo ridimensionamento della figura di
Mike.
Gerry Scotti che, in merito, dichiara: «
Mike è un istintivo, non le manda a dire. Non mi stupisce la sua uscita: mi parla sempre da padre a figlio e mi raccontava della sua amarezza, del suo sentirsi trascurato. Forse con il suo spot con
Fiorello sperava di provocare una reazione, che però non c'è stata. Da una parte sono dispiaciuto perché farei fatica a vederlo da un'altra parte, dall'altra sono contento che possa esprimere tutta la sua vitalità in altri contesti. Spero che continui a definirmi il suo erede». E quando gli si chiede di commentare la decisione dell'azienda, afferma prontamente: «O si decide di fare come nel calcio, che si ritira la maglia al campione che è diventato una bandiera, e quindi
Mediaset fa un contratto a
Mike. Oppure liberi tutti. Ma il primo sarebbe un atteggiamento romantico d'altri tempi che anche nel calcio non usa».