lunedì 7 giugno 2010

A settembre Chi ha incastrato Peter Pan? torna su Canale 5

Dopo il successo riscosso l'autunno passato Paolo Bonolis e Luca Laurenti, reduci anche dalla conduzione della sesta edizione di Ciao Darwin, torneranno in onda nella prima serata di Canale 5 già a partire settembre con una nuova edizione di Chi ha incastrato Peter Pan?, il fortunato baby-show targato Endemol con protagonisti i bambini, che sarà dunque in video, contrariamente a quanto s'era detto, con la sua quarta edizione. Lo anticipa il blog di Davide Maggio. E' ancora però prematura parlare del numero di puntate o del giorno di messa in onda.
Il programma va dunque ad affiancare le già confermate Paperissima, C'è posta per te, e probabilmente la seconda edizione del talent di Gerry Scotti Io canto (che andrebbe in concomitanza con Ti lascio una canzone in onda su Rai Uno) o in alternativa il tanto discusso clone di Ballando con le stelle (Io ballo o Ballando sul Cinque i titoli provvisori) che dovrebbe vedere la conduzione della promossa Federica Panicucci. Ma si parlava anche dell'undicesima edizione di Grande Fratello che potrebbe vedere luce nel tardo autunno e bissare la durata no-limits dello scorso anno e di una nuova edizione di La corrida che potrebbe vedere lo sbarco di Flavio Insinna al timone (si era fatto anche il nome dello stesso Bonolis, al quale però è stato assegnato Peter Pan). 

lunedì 5 aprile 2010

Buonasera, canta Damien

In Raiset vanno di gran moda gli show a base di bambini canterini: le giovani ugole hanno un effetto balsamico sugli ascolti dei decotti sabati sera generalisti. La sinistra padronanza del mezzo dimostrata dai fanciulli rende lo spettacolo, a un occhio più smaliziato, tutt’altro che rassicurante: il piglio luciferino e l’occhio fisso, dritto in telecamera li fanno sembrare già arsi dal sacro fuoco della tv, posseduti dal demonio catodico.

Secondo un'antica tradizione ebraica, Satana è colui che si fa grande con i piccoli e piccolo con i grandi: diabolica affinità con questi minuscoli esserini, che esibiscono orgogliosamente timbri e movenze da consumati chansonnier, e con adulti giuggioloni, spesso ridotti a stadio infantile, eterni Peter Pan.
Bambini e cuccioli sono sempre stati usati a man bassa da cinema, tv e pubblicità in tempi di crisi creativa: rappresentano la scorciatoia facile per racimolare consensi e quattrini, arrivando al cuore della gggente con innocente cupidigia, tra zecchini d’oro e piccoli fans, ragazzi che si restringono o che perdono aerei, bimbi belli, amici a quattro zampe ed emuli di Shirley Temple.

lunedì 22 marzo 2010

Luca Ward, la verità sull'incidente all'Isola dei famosi

"Lucky man", ossia "uomo fortunato", l'ha definito l'ortopedico del Nicaragua che l'ha visitato dopo l'incidente. Ed è proprio fortuna quella di Luca Ward, reduce da una partecipazione lampo all'edizione in corso dell'Isola dei famosi, che l'ha visto rientrare in Italia a pochi giorni dalla partenza a causa del salto dell'elicottero non andato del tutto a buon fine nel corso della premiere del reality di Rai Due. "Ho quattro fratture: il coccige, l'osso sacro, la seconda e l'undicesima vertebra dorsale. Avrei potuto rimanere paralizzato", racconta l'attore e doppiatore romano, che ora si divide far il letto ed il divano della sua villa alle porte di Roma, al settimanale Sorrisi e Canzoni TV, nel numero in edicola da domani, spiegando le dinamiche dell'incidente: "Mi sono lanciato dall'elicottero a dieci metri d'altezza in un punto nel quale l'acqua era alta appena un metro, e sul fondale c'era una barriera corallina morta, praticamente cemento. La boa di segnalazione individuava il punto, mi sono fidato. Nell'impatto ho avuto la sensazione di essermi rotto qualcosa, ho nuotato fino a riva imprecando contro chi aveva organizzato quel lancio. Avevo capito di essermi fatto male, ma non immaginavo fino a che punto. Sono voluto tornare sull'isola e ho capito dal fortissimo dolore che c'era qualcosa che non andava. Clarissa Burt mi ha sfiorato la schiena e io sono saltato: per me, che ho un'alta soglia del dolore non era normale. Con dispiacere ho deciso di tornare in Italia per curarmi". Il dito, e non c'è da dargli torto, lo punta contro l'organizzazione: "Il problema era la bassa marea, che tutti i giorni a quell'ora arriva: chi non l'ha considerato è stato un imbecille. Il mio è stato un incidente dettato dalla loro leggerezza. Ho chiesto più volte di parlare con chi ha preparato il lancio, ma non mi hanno fatto parlare con nessuno".

Canzonissima torna su Rai Uno da sabato 18 settembre, conduce Gianni Morandi

Mauro Mazza l'aveva annunciato qualche mese, ed ora ecco che le pagine del settimanale Sorrisi e Canzoni Tv (nel numero in edicola da domani) danno la notizia per ufficiale: Gianni Morandi condurrà su Rai Uno la riedizione di "Canzonissima", il celeberrimo varietà canoro targato Rai, trasmesso fra il 1957 ed il 1974, che lanciò lo stesso cantante bolognese, vincitore di ben tre edizioni (una su tutte quella del '69, che l'ha visto trionfare giovanissimo con "Ma chi se ne importa"), così come altri grandi artisti italiani, da Mina a Raffaella Carrà, da Corrado a Nino Manfredi, o a Walter Chiari . Salvo improbabile ripensamenti, sarà lui il protagonista dei sabati sera autunnali della rete ammiraglia di Viale Mazzini, a partire dal prossimo 18 settembre, dunque in aperto duello con Maria De Filippi e i postini di C'è posta per te. Morandi, dopo il discreto successo di "Grazie a tutti", andato in onda quest'autunno sempre sulla prima rete Rai, che ha visto la partecipazione straordinaria di Alessandra Amoroso, si appresta a fare ritorno nella collocazione che nella stagione 2002-2003 fu del fortunato varietà "Uno di noi", condotto con Lorella Cuccarini e Paola Cortellesi. Intanto Bibi Ballandi, produttore dello show, sogna di avere Elisabetta Canalis al fianco di Gianni. Non è ancora chiaro, però, se il programma sarà abbinato alla Lotteria Italia, come il direttore annunciò tempo fa.

martedì 29 dicembre 2009

Io canto, dal 9 gennaio Gerry Scotti torna nel sabato sera di Canale 5 con un "nuovo" talent show per baby star della musica

Gerry Scotti, in queste settimane alle prese con la non del tutto esaltante esperienza di La stangata nel fascia preserale, e reduce dal buon riscontro della puntata zero di Italia's got talent (trasmessa il 12 dicembre scorso, condotta da Simone Annichiarico), che con ogni probabilità lo vedrà presto tornare gomito a gomito con Maria De Filippi e Rudi Zervi nel ruolo di giuce, si appresta a riappropriarsi del sabato sera di Canale 5, orfano quest'anno del tradizionale appuntamento con La corrida, che, dopo una stagione "sabbatica" imposta dal notevole calo di appeal subito lo scorso anno, dovrebbe comunque tornare in attività il prossimo autunno. E lo fa con una trasmissione, per così dire, nuova, ma che di nuovo in realtà pare avere poco, dal momento che minime sembrano essere le differenze con lo show di Rai Uno Ti lascio una canzone, condotto da Antonella Clerici: protagonisti sono venticinque bambini di età compresa fra i sette e i quindici anni proveniente da accedemie e scuole di musica di tutta Italia con un gran talento per il canto, che si esibiranno con celebri brani tratti dal vasto repertorio della canzone italiana e non, per essere poi sottoposti al televoto e al giudizio di una giuria di star che, nelle sei serate che antecedono la finalissima, selezioneranno i brani che concorreranno alla vittoria nella puntata finale. Sarà premiato anche un giovane interprete, al quale saranno pagati gli studi musicali. Non mancheranno duetti con le grandi star del pop.
"In tv è difficile inventare qualcosa di nuovo" - spiega Roberto Cenci, regista e direttore artistico della trasmissione, strappato alla Rai come un fuoriclasse nel calciomercato, per realizzare in tempi record Io canto - per questo è importante capire quali elementi funzionano e saperli assemblare nel modo migliore".
"E' innegabile che ci siano molti punti di contatto, a iniziare dal direttore Roberto Cenci- commenta Scotti in un'intervista rilasciata al settimanale Sorrisi e Canzoni Tv in edicola questa settimana - che di Ti lascio una canzone era autore e regista. Le reti si muovono in un libero mercato, è inutile scandalizzarsi. Roberto Cenci in questo è una garanzia: ha esperienza, un patrimonio di contatti con le scuole di canto e un archivio di provini senza pari. I bambini in tv vanno bene, se hanno talento e sono sinceri. Il problema, semmai, sono gli adulti al loro fianco. In Bravo Bravissimo Mike funziova perchè lui per primo era un puro. Antonella sa essere molto materna. Tranquillizzante, mai volgare. Bonolis e Laurenti in Chi ha incastrato Peter Pan erano perfetti. Quando sono insieme loro tornano bambini. Io sono lo zio Gerry, lo zio d'Italia".

lunedì 14 dicembre 2009

31,2 Milioni per Telethon

IL FATTO- Si è chiusa ieri sera, dopo diversi giorni di raccolta fondi, l'ormai nota maratona televisiva dedicata all'associazione Telethon. Grande quest'anno la generosità del pubblico, che ha donato attraverso telefono fisso, chiamando il numero 48548 e attraverso le donazioni nelle più prestigiose piazze italiane, ben 31,2 milioni di euro, destinati alla ricerca per le malattie genetiche. L'assegno è stato consegnato al presidente di Telethon, Luca Cordero di Montezemolo dai conduttori della maratona, Milly Carlucci, Fabrizio Frizzi dal presidente Rai Paolo Garimberti e dal direttore di Raiuno, Mauro Mazza.

LE DICHIARAZIONI- Infine il Presidente Montezemolo, basito, per il grande risultato ottenuto ha dichiarato: "E' il successo di un Paese straordinario fatto di persone straordinarie, che guardano al bene comune più che al bene personale. Gli Italiani ci sono sempre in momenti decisivi come questo, perché il passaggio che Telethon sta affrontando dalla ricerca di base alle terapie è molto costoso.

domenica 13 dicembre 2009

Il caso- Berlusconi, uno, nessuno e centomila

IL CASO - Si prevedeva già da molto tempo che entro fine anno, Berlusca avrebbe ricevuto qualcosa di "maligno", forse per le troppe polemiche che ha suscitato alla magistratura e al nostro Presidente Giorgio Napolitano, o forse per i vari casi, conosciuti meglio come "escort e company". Un coraggio incredibile, una voglia pazzesca di fargliela pagare, un comune cittadino italiano che come molti si ritrova "in mezzo al fango". Insomma, è davvero l'ora di finirla. C'è un Italia che tutto sembra ma non uno "Stato", conflitti, calci e pugni sono ormai all'ordine del giorno. Il gesto di stasera, unico nel suo genere sarà ben ricordato da tutti anche a distanza di 50, 100, o forse 1000 anni. Un uomo che ha rappresentato quel 49% di italiani che sono stanchi di vivere, un uomo che ha fatto da portavoce a milioni e milioni di povere famiglie che si ritrovano a casa senza un centesimo, un uomo che ha testimoniato come miliardi d'italiani non vogliono le leggi "ad personam".

L'AUTORE DEL GESTO- Adesso, è giusto che l'uomo o meglio identificato come Massimo Tartaglia, (in cura da 10 anni per problemi mentali), la paghi, perché la violenza è il peggior mezzo per ottenere qualcosa. La brutta politica, se cosi' può essere definita, la si sconfigge con la buona politica.

I COMMENTI- Adesso, focalizziamo meglio su ciò che la nostra "testata" si occupa, il lato televisivo delle cose. Il primo brusco commento è stato rilasciato durante l'edizione serale del tg4, dal direttore Emilio Fede, che con tali parole: "Nel mio tele giornale non si pronuncerà più neanche una virgola sul sig. Di Pietro" ha difeso Berlusconi all'accusa del leader dell'Italia dei Valori, che ha definito Silvio come un istigatore alla violenza.
Intanto tutte le maggiori testate giornalistiche si stanno occupando della vicenda, e per tale motivo vi terremo informati su possibili edizioni "speciali" di vari programmi riguardanti l'accaduto.

martedì 8 dicembre 2009

Un po' di futuro

“Oggi è il giorno della marmotta!” era l’annuncio quotidiano di uno speaker radiofonico che Bill Murray, condannato a rivivere sempre la stessa giornata, ascoltava ogni mattina al suo risveglio nel film Ricomincio da capo. Un paradosso temporale, un incubo tragicomico che ricorda terribilmente il mio, ogni volta che apro un giornale.

Da quindici anni, sempre lo stesso quotidiano, gli stessi titoli: le evocate (e mai realizzate) riforme e l’inevitabile “dialogo”, cui segue lo “scontro”; le infinite polemiche sulla giustizia, le tasse e l’evasione; l’irrisolto conflitto di interessi; le eterne collusioni con la mafia; le diuturne, sterili provocazioni demagogiche della Lega.

Specchio del Paese, la stessa tv è avara di novità: Grande fratello 10, Distretto di polizia 9, Un medico in famiglia 6, Don Matteo 7. Prodotti decrepiti, lontani anni luce dall’innovazione narrativa delle produzioni tv statunitensi, vengono pigramente tenuti in vita con accanimento terapeutico per un pubblico vecchio, anagraficamente e culturalmente.

Una televisione mummificata, eterna replica di un Paese immobile. Negli ultimi giorni, il direttore generale della Luiss Pier Luigi Celli ha stigmatizzato l’assenza di meritocrazia, invitando i giovani italiani ad andarsene all’estero. Fingiamo che il mittente sia credibile, perché dovremmo ricordare che Celli è stato uno dei manager nazionali più potenti, quindi lui fa parte del problema, non della soluzione. Oltretutto, la lettera al figlio è stata un efficace traino al suo libro in uscita. Infine, sarebbe doveroso osservare che, se il figlio andasse davvero oltreconfine, avremmo almeno un raccomandato in meno.

Passando al contenuto della missiva, mi sono stufato di questi appelli alla fuga, come se la soluzione potesse davvero essere un esodo di massa, una transumanza dei neolaureati verso Ventimiglia e il Brennero. Potendo scegliere, a uno spostamento nello spazio preferirei un salto nel tempo. Una salutare proiezione in avanti che mi consentisse di rimanere qui in Italia, Paese che amo, cercando di scorgere, tra le rovine del passato antico e recente, anche un po’ di futuro.

domenica 29 novembre 2009

Il TG5 e la fabbrica di cioccolato

Il tormentato passaggio al digitale terrestre (descritto da Luciana Littizzetto come “qualcosa per cui vediamo male, a pagamento, quello che prima vedevamo bene, gratis”) ha misteriosamente offuscato le frequenze della Rai dal televisore della mia cucina. Così l’altra sera a ora di cena, dopo anni di colpevole distrazione, ho visto l’edizione delle 20 del TG5.

Si tratta dell’edizione principale, quella nella quale si dovrebbero riassumere in mezz’ora i fatti salienti, italiani e internazionali. Gli ultimi dieci minuti del sedicente telegiornale mi lasciano senza fiato. Dopo un fondamentale servizio (di Veronica Gervaso, figlia di cotanto padre) sul maltrattamento di astici e aragoste nei ristoranti, la scaletta è fatta di zucchero filato.

Cristina Parodi, fatina dolcemente affabulatrice, parte con i vetrinisti di Natale, impegnati nell’addobbare i negozi di via Montenapoleone: per gli appassionati del genere, sappiate che quest’anno vanno molto il bianco, il nero, l’oro e l’argento. E per chi non ha tempo di dedicarsi agli acquisti? C’è sempre lo shopping on line, che naturalmente “impazza” per la moda. L’eventualità che qualcuno difetti non del tempo ma dei soldi non li sfiora neppure. A proposito di Natale, come non dedicare un servizio ai videogiochi, “protagonisti” dei regali di quest’anno? C’è anche il tempo per elogiare il governo italiano, che ha incoraggiato la normativa europea sui bollini con le età minime consentite per ogni videogame. Urka! Nel finale, passare dai videogiochi ai bambini è una passeggiata: la chiusura è per il lancio del programma di Bonolis con quei simpatici “peperini”.

L’impaginazione del caramelloso bollettino è perfetta, trasuda ottimismo e felicità: oltre all’indice di ascolto, nelle trasmissioni Mediaset dovrebbero misurare il tasso di glicemia. Al confronto di quello che ho visto, Mentana era un pericoloso bolscevico: Mimun si accontenta del suo ruolo di Willy Wonka che presenta un mondo magico, dove tutto è commestibile e sfacciatamente attraente. Alla fine del Tg, Bonolis si chiede “Chi ha incastrato Peter Pan?”. Domanda peregrina, caro Bonolis: Peter Pan è vivo, in salute e tutte le sere ci trasporta magicamente sulla (pen)isola che non c’è.

lunedì 23 novembre 2009

Arriva La pupa e il secchione su Canale 5 con Paola Perego?

Ricordate La pupa e il secchione, il comedy-show, versione italiana di Beauty and Geek d'oltreoceano, trasmesso nell'autunno 2006 da Italia 1 con la conduzione di Federica Panicucci ed Enrico Papi (ora impegnati rispettivamente con Mattino Cinque e Prendere o lasciare, e presto anche Matricole e Meteore), del quale innumerevoli volte, dato il positivo consenso riscontrato nel pubblico, è stata annunciata una seconda edizione, alla fine, per le più svariate cause, mai realizzata? Ebbene, è notizia di giornata quella secondo cui, stando a quanto riferito dalla pagine di Tv Blog, ai piani alti di Viale Europa si starebbe vagliando l'ipotesi di riportare in video la trasmissione, affidando la conduzione a Paola Perego, la stessa Paola Perego che non più di un paio di mesi or sono si è d'un tratto vista cancellare la sua esordiente Tribù dal palinsesto, dopo essersi cimentata, nel marzo scorso, nella fallimentare esperienza della Fattoria, seguita all'ottima performance di La talpa l'autunno precedente su Italia 1. Effettivamente si era, comunque, subito detto che la ventura primavera l'avrebbe riportata sul piccolo schermo, con un'ennesima, ma, date le intenzioni da entrambe le parti di rinnovare il contratto in scadenza l'estate prossima, non credo ancora ultima chance. Ad accogliere il programma ci penserebbe Canale 5, orfana, terminato il mese di febbraio, di Grande Fratello, del quale, qualora L'isola dei famosi, ancora in bilico fra la collocazione del lunedì e quella del mercoledì, lasciasse campo libero, potrebbe addirittura cogliere il testimone, intrattenendo la platea della serata del primo giorno della settimana.